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29 Settembre 2025

Dal 2 febbraio 2025 è entrato in vigore l’obbligo di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale (AI literacy) previsto dal Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act. Questo obbligo riguarda non solo chi sviluppa sistemi di IA, ma anche chi li utilizza professionalmente, come strumenti tipo ChatGPT o altre soluzioni AI. Di conseguenza, tutte le aziende che sviluppano, vendono o semplicemente utilizzano strumenti AI devono garantire che il proprio personale abbia competenze adeguate in materia.

Cos’è l’AI literacy

L’AI literacy non significa solo “saper usare” l’IA, ma acquisire competenze, conoscenze e una comprensione critica che consentano una diffusione informata e consapevole dei sistemi AI, tenendo conto di opportunità, rischi e possibili danni. In sostanza, l’obiettivo è responsabilizzare gli utenti e le organizzazioni, affinché possano dimostrare la propria conformità normativa.

L’alfabetizzazione AI si articola in quattro dimensioni fondamentali:

  • Tecnica: principi base del funzionamento dell’IA, machine learning, algoritmi, limiti come le “allucinazioni” di un chatbot;
  • Critica: valutazione della fiducia nell’output AI, riconoscimento dei suoi limiti e importanza della supervisione umana;
  • Etica: consapevolezza delle implicazioni su privacy, equità, trasparenza e rischio discriminazioni;
  • Operativa: uso corretto degli strumenti AI nel contesto lavorativo, rispetto di policy e normative, consapevolezza di quando intervenire.

Chi è obbligato alla formazione AI Act

Sono obbligati i cosiddetti fornitori (provider), cioè chi sviluppa o commercializza sistemi AI, e i deployer (utilizzatori) che impiegano sistemi AI sotto la propria autorità in ambito professionale. L’obbligo si estende a tutte le figure coinvolte nel funzionamento e utilizzo dei sistemi AI, inclusi collaboratori esterni.

Come cambia la formazione in base al rischio

L’AI Act definisce tre livelli di rischio dei sistemi AI, con obblighi formativi proporzionati:

  • Rischio minimo: obbligo di formazione base per un uso responsabile e consapevole;
  • Rischio limitato: obblighi aggiuntivi di trasparenza verso l’utente e formazione più mirata;
  • Alto rischio: sistemi elencati nell’Allegato III (es. identificazione biometrica, infrastrutture critiche, reclutamento, giustizia). Qui la formazione deve essere approfondita, con competenze su gestione rischio, sorveglianza umana qualificata e valutazione degli impatti sui diritti fondamentali.

Contenuti della formazione AI literacy obbligatoria

Un programma efficace deve coprire:

  • Comprensione generale di cosa sono i modelli AI, come funzionano e i loro limiti;
  • Consapevolezza dei rischi, quali bias e problemi di sicurezza dati;
  • Quadro normativo di responsabilità, inclusi rapporti con GDPR e ruolo del DPO;
  • Competenze per supervisione umana critica per evitare affidamento cieco sugli output AI (automation bias).

La formazione va calibrata sui diversi ruoli aziendali, ad esempio:

  • Management per governance e risk management;
  • Operatori quotidiani per riconoscere output problematici e gestire dati;
  • Sviluppatori per aspetti tecnici avanzati, inclusi bias e documentazione.

In particolare, il personale HR che usa AI per il recruiting deve essere formato su equità, trasparenza e antifrode.

EduTeam: formazione AI literacy con esperienza ventennale

Proprio per la sua esperienza ventennale nel settore della formazione, EduTeam mette a disposizione corsi dedicati all’AI literacy sia con esperti in aula sia attraverso corsi in e-learning. Grazie a una piattaforma e-learning avanzata (EducaTi), EduTeam consente ai partecipanti di apprendere in modo flessibile, ovunque e in qualsiasi momento. Inoltre, propone corsi interaziendali, aziendali personalizzati e percorsi one-to-one, assicurando un alto livello di qualità e personalizzazione.

Questa offerta supporta le aziende nel raggiungere la conformità all’AI Act con un percorso formativo documentato e modulato sulle specifiche esigenze e ruoli, assicurando competenze adeguate e aggiornate sul tema dell’intelligenza artificiale.

Tempistiche e sanzioni

Dal 2 febbraio 2025 l’obbligo formativo è già vigente. Il mancato rispetto non prevede sanzioni pecuniarie dirette immediate, ma costituisce un grave fattore aggravante in caso di danni causati da sistemi AI non supervisionati o usati in maniera impropria. Le autorità di controllo possono usare questa negligenza come prova di responsabilità aggravata nelle violazioni più gravi.

Le conseguenze possono includere danni reputazionali, perdita di opportunità di business, responsabilità civili e riduzione della competitività.

Cosa fare subito per essere conformi

Per rispettare l’obbligo formativo è importante seguire un piano d’azione:

  1. Mappare tutti i sistemi AI in uso, identificandone il rischio;
  2. Individuare il personale che necessita formazione, includendo anche collaboratori esterni;
  3. Pianificare e documentare un percorso formativo differenziato per ruolo, con verifica dell’apprendimento.

Un’opportunità strategica

L’approccio alla formazione AI deve andare oltre l’adempimento normativo per diventare un investimento strategico. Un team formato sa usare l’AI in modo più efficace e consapevole, riducendo errori e massimizzando i benefici.

Per le aziende italiane, ancora in ritardo nella digitalizzazione, l’AI literacy è una scelta cruciale per evitare sanzioni e rafforzare la propria posizione competitiva.

Per informazioni sula proposta formativa o su una consulenza 

Shalini BottelliTraining Specialistsbottelli@eduteam.biz – Mob.+39 3505772157 Tel. 02.36576781

 

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